Scegliere materiali che invecchiano fa parte del progetto.
Mi è capitato qualche volta di pensare che una casa dovrebbe invecchiare un po' come una buona poltrona in pelle.
Quando la compriamo la pelle è perfetta, tesa, uniforme. Dopo vent'anni naturalmente non sarà più così. Nel punto in cui ci siamo seduti centinaia di volte sarà diventata più morbida, magari un po' più scura. Ci saranno una piega, qualche graffio, qualche segno lasciato dalle persone che l'hanno usata. Eppure, se quella poltrona è stata costruita bene e la pelle era di buona qualità, probabilmente nessuno penserà che sia da buttare.
Una buona pelle si consuma e conserva tenacia. Un rivestimento scadente, invece, si pela, cede e molto presto chiede di essere nascosto o sostituito. In entrambi i casi è passato del tempo, ma non è successa la stessa cosa.
Invecchiare non è deteriorarsi.
Una poltrona fatta male racconta una storia completamente diversa. La seduta comincia presto a cedere, il rivestimento si screpola, quella che sembrava pelle comincia a pelarsi nei punti più utilizzati.
All'inizio proviamo a non farci caso. Poi magari ci mettiamo sopra una coperta. Infine arriva il momento in cui decidiamo che è ora di sostituirla.
Credo che questa differenza sia importante anche quando scegliamo i materiali di una casa.
Una casa nuova non può rimanere nuova.
Quando consegniamo una casa appena terminata c'è sempre un momento nel quale tutto è perfetto. I pavimenti non hanno un graffio, le pareti sono appena tinteggiate, il legno è uniforme.
È una condizione piacevole, naturalmente, ma dura pochissimo. E credo sia giusto così.
Pensare di conservare per sempre l'immagine del giorno della consegna significherebbe quasi chiedere alla casa di non essere vissuta.
Ci sono materiali che sanno diventare vecchi.
Il legno si segna. Una pietra può consumarsi nei punti di passaggio. Alcuni metalli cambiano colore e costruiscono lentamente una patina. Un intonaco esterno dopo molti anni non avrà più l'uniformità che aveva appena realizzato.
Non tutte queste trasformazioni sono necessariamente difetti. Una cosa è pretendere che un materiale continui a funzionare bene, un'altra è pretendere che rimanga identico.
Quando scegliamo un materiale dovremmo provare a immaginarlo non soltanto nel campione che abbiamo davanti, ma anche dopo dieci o vent'anni.
Anche la manutenzione fa parte della scelta.
Questo non significa scegliere materiali che non abbiano bisogno di manutenzione. Probabilmente un materiale così nemmeno esiste.
Significa piuttosto sapere prima cosa richiederà nel tempo e decidere se siamo disposti ad accettarlo. Non esiste il materiale migliore in assoluto. Esiste un materiale più o meno adatto a quel luogo, a quell'uso e anche alle persone che dovranno conviverci.
I segni raccontano chi ha abitato una casa.
Ci sono vecchie case nelle quali basta guardare una scala per capire quali gradini siano stati percorsi per decenni. Una soglia in pietra può essere leggermente consumata nel punto nel quale sono passate migliaia di persone.
Non credo che dovremmo necessariamente cercare di cancellare tutto questo. Quando il materiale rimane solido e continua a funzionare, quei segni non raccontano soltanto la sua età. Raccontano anche qualcosa delle persone che lo hanno usato.
La casa continua dopo il cantiere.
C'è poi un'altra cosa alla quale penso sempre più spesso. Quando una casa viene terminata noi consegniamo disegni, documenti, schede dei materiali, indicazioni sugli impianti. Ma da quel momento comincia una storia molto più lunga di quella che abbiamo seguito durante il progetto e il cantiere.
Negli anni quella casa avrà bisogno di manutenzione. Qualcosa verrà riparato, qualcosa sostituito, qualche materiale cambierà aspetto. Sarebbe utile che tutte queste informazioni non andassero perdute, perché conoscere la storia di una casa aiuta anche a prendersene cura.
Conserviamo la storia degli interventi fatti su un'automobile. Non vedo perché una casa, che è molto più complessa e ci accompagna molto più a lungo, debba perdere la propria memoria.
Non avere paura del tempo.
Non bisogna avere paura che una casa invecchi. Bisogna piuttosto preoccuparsi di come invecchierà.
Scegliere materiali capaci di durare non significa scegliere materiali destinati a rimanere nuovi. Significa scegliere materiali che possano cambiare, consumarsi in alcuni punti, acquisire una patina e continuare comunque a essere belli e soprattutto a fare bene quello per cui li abbiamo scelti.
Un po' come quella vecchia poltrona. La pelle sarà ormai logora nei punti nei quali ci siamo seduti migliaia di volte. Ma sarà ancora tenace.