
VILLA A|M
Lo spazio per ciò che conta.
Quando abbiamo iniziato a parlare di questa casa, i committenti avevano già una casa nella quale vivevano bene, ma volevano costruirne una che corrispondesse in modo più preciso al loro modo di vivere, alle cose che amavano fare e anche al loro carattere.
Sono una coppia molto attiva, sportiva, abituata a fare molte cose direttamente. La richiesta era quella di una villa di campagna sviluppata su un solo piano, con una zona giorno ampia, una cucina realmente utilizzata da entrambi, grandi aperture verso il giardino e spazi nei quali potessero trovare posto anche interessi e passioni molto personali.
UNA CASA RIGOROSA PER DUE PERSONE FUORI DAGLI SCHEMI
La casa doveva essere generosa dove serviva, soprattutto negli ambienti nei quali si sarebbe svolta gran parte della vita quotidiana, ma allo stesso tempo molto razionale nella distribuzione, evitando superfici che ne avrebbero aumentato le dimensioni senza aggiungere una reale qualità all'abitare.
Ne è derivata un'architettura piuttosto rigorosa, nella quale gli ambienti hanno dimensioni e relazioni precise, ma capace di accogliere persone che per carattere, interessi e modo di vivere sono decisamente meno prevedibili dell'architettura che le contiene.

LA CASA NON FINISCE DOVE FINISCE IL SOGGIORNO
La zona giorno si apre verso il giardino attraverso grandi superfici vetrate e i porticati fanno parte dello stesso sistema di spazi: proteggono le aperture, modificano la luce che entra nella casa e costruiscono una condizione intermedia fra interno e giardino.
Lo spazio percepito dal soggiorno prosegue così oltre il vetro, raggiunge il porticato e da lì il giardino e il paesaggio circostante. I metri quadrati contenuti nella pianta raccontano soltanto una parte delle dimensioni che la casa assume quando viene realmente abitata.

LASCIARE SPAZIO A CHI ABITERÀ LA CASA
Progettare una casa molto precisamente non significa decidere tutto al posto di chi la abiterà. La cucina e il grande tavolo, per esempio, sono stati realizzati direttamente dai committenti e sono diventati elementi fortemente caratterizzanti dello spazio.
Crediamo sia un bene che una casa possa accogliere personalità diverse. Gli spazi, le proporzioni, il rapporto con la luce e con l'esterno appartengono all'architettura e sono destinati a durare; gli arredi, gli oggetti, i colori e molte delle scelte più personali possono invece cambiare, permettendo a chi abita la casa di riconoscersi in essa senza che ogni caratteristica personale debba diventare permanente.

DECIDERE PRIMA COME SI VIVRÀ
Una casa con struttura in legno richiede che molte decisioni vengano prese prima che il cantiere abbia inizio e alcune saranno difficili da modificare successivamente. Per questo non è sufficiente essere convinti di come sarà la casa: bisogna aver ragionato soprattutto su come verrà vissuta.
Non possiamo prevedere come cambieranno nel tempo le persone che la abitano, ma possiamo cercare di capire molto bene come vivono nel momento in cui stiamo progettando, quali sono le cose alle quali non vogliono rinunciare e quali conseguenze avranno le decisioni che stiamo prendendo.
TORNARE A CASA
A distanza di alcuni anni dalla fine dei lavori, la casa è ormai entrata nella normalità della vita quotidiana e molte delle cose che contiene sono cambiate o continueranno a cambiare.
C'è però un'immagine che è rimasta: quella della casa quando si rientra la sera, percorrendo il vialetto che conduce al carport.
Sapere che, dopo anni, percorrendo quel vialetto si continua ad avere piacere nel guardare la propria casa ci interessa più di quanto ci interessasse fotografarla appena terminata, perché un progetto non deve funzionare soltanto quando tutto è nuovo. Deve entrare nella vita quotidiana e continuare, con il tempo, ad essere un luogo nel quale ci si riconosce.

Se questo modo di progettare vi appartiene, parliamone.
FISSIAMO UNA CONVERSAZIONE