La stessa stanza può cambiare molto più di quanto immaginiamo.
Quando si parla di colori, quasi sempre ci si ritrova davanti a una mazzetta.
Eppure, quando quella casa sarà costruita, nessuno vedrà mai quei colori da soli, li vedrà insieme alla luce, al pavimento, al legno, ai tessuti, agli arredi ed al giardino oltre la finestra.
Per questo, durante un progetto, non scegliamo il colore di una parete, cerchiamo l’equilibrio di uno spazio.
Abbiamo immaginato lo stesso soggiorno in quattro situazioni diverse. Il progetto non cambia.
Cambiano la luce, l’orientamento e la palette di materiali e arredi.
La luce non illumina semplicemente uno spazio. Ridisegna continuamente il rapporto tra tutti i materiali che lo compongono.
Decide come dialogano il legno con il pavimento, il divano con il tappeto, i tessuti con il giardino oltre la finestra.
È questo il dialogo che percepiamo quando diciamo che una casa “ci fa stare bene”.


Prima del colore viene sempre la luce.
A NORD serve accoglienza.
A EST serve misura.
A SUD serve leggerezza.
A OVEST serve protezione.
Lo stesso colore può funzionare benissimo in una stanza e molto meno in quella accanto.
Conoscere l’orientamento è il primo passo.
La stessa scelta di colori e materiali reagisce in modo completamente diverso a seconda della luce che entra nella stanza.
I materiali lavorano insieme.
Pavimenti, pareti, legni, tessuti, arredi, quadri, oggetti.
Cambiarne uno significa spostare l’equilibrio di tutto lo spazio.
Una casa vive nel tempo.
La luce cambia durante la giornata, le stagioni cambiano la luce, noi cambiamo gli arredi e gli oggetti. Il progetto deve avere la capacità di accompagnare tutto questo.
Una scelta fatta con consapevolezza dura nel tempo.
Una scelta fatta di fretta stanca molto prima.
Non si tratta di trovare il colore perfetto.
Si tratta di trovare l’equilibrio giusto per voi, per la vostra luce, per il vostro modo di abitare.