Alcune domande non hanno risposta, ma aprono la strada a decisioni migliori.
Durante un progetto ci sono domande alle quali prima o poi riusciamo a dare una risposta abbastanza precisa, perché possiamo verificare una misura, confrontare una soluzione tecnica, calcolare un costo oppure capire se quello che vorremmo fare sia realmente possibile. Ce ne sono altre, invece, che continuano a tornare anche quando pensavamo di averle già risolte, perché non dipendono soltanto da qualcosa che possiamo misurare ma dal peso che decidiamo di attribuire alle diverse possibilità.
Quanto spazio ci serve davvero, per esempio, non ha una risposta che possa valere per tutti e nemmeno sapere quanto possiamo spendere ci dice automaticamente dove valga la pena farlo. Possiamo ragionare sul modo in cui una casa cambierà nel tempo senza sapere come cambieremo noi e possiamo prendere una decisione della quale siamo convinti sapendo comunque che, durante il progetto, potremmo avere una ragione per rimetterla in discussione.
Forse è per questo che alcune domande tornano: non perché non siamo stati capaci di rispondere, ma perché ci aiutano a verificare continuamente le decisioni che stiamo prendendo.
Quanto spazio ci serve davvero?
La risposta più semplice sarebbe un numero. Ma ci sono case molto grandi nelle quali sembra sempre che manchi il posto giusto per fare qualcosa e case relativamente piccole che riescono a essere sorprendentemente generose.
Il punto, secondo me, non è cercare di utilizzare meno spazio possibile. È cercare di capire quale spazio ci serve e quale invece stiamo costruendo senza sapere bene perché.
Quanto dobbiamo prevedere il futuro?
Quando progettiamo una casa nuova sappiamo abbastanza bene chi la abiterà il giorno in cui sarà terminata. Molto meno chi la abiterà dieci o vent'anni dopo.
Naturalmente non possiamo progettare cercando di indovinare tutto quello che succederà. Possiamo però evitare che alcune decisioni rendano impossibile qualsiasi cambiamento, ed è una verifica che vale la pena rifare ogni volta che il progetto ci mette davanti una scelta che sembra irreversibile.
Quanto conta quello che ci piace oggi?
Conta molto. Una casa deve piacere alle persone che la abiteranno. Allo stesso tempo vale la pena chiedersi se una cosa ci piace davvero oppure se ci piace perché in questo momento la vediamo dappertutto.
Un progetto non deve essere fuori dal proprio tempo, ma nemmeno dipendere completamente da una moda per avere un'identità.
Dove vale la pena spendere?
Il budget non è qualcosa che compare alla fine del progetto. È una delle condizioni con le quali iniziamo a lavorare. E quasi sempre significa scegliere.
Quello che cerchiamo di evitare è spendere senza aver deciso prima che cosa conta davvero. Perché un progetto non migliora necessariamente aggiungendo cose. A volte migliora proprio quando riusciamo a capire a quali possiamo rinunciare.
Cosa succede se cambiamo idea?
Succede. Anzi, durante un progetto succede abbastanza spesso. Non lo considero necessariamente un problema.
Il progetto serve anche a questo: rendere abbastanza concrete le idee da poterle finalmente mettere alla prova. Una parte del nostro lavoro consiste nel capire quando una decisione deve essere presa e quando invece è meglio lasciarle ancora un po' di tempo.
Cambiare idea non significa necessariamente aver sbagliato prima. Qualche volta significa semplicemente aver capito qualcosa in più.
Come capire se il progetto è quello giusto?
Non credo esista un momento nel quale un progetto diventa improvvisamente certo. Quello che cerchiamo è piuttosto una condizione nella quale le decisioni cominciano a sostenersi fra loro.
Gli spazi hanno senso rispetto al modo di vivere. Le dimensioni della casa sono coerenti con ciò che abbiamo deciso essere importante. Le scelte economiche seguono le stesse priorità. E soprattutto le persone che dovranno abitarla cominciano a riconoscersi dentro qualcosa che, fino a poco tempo prima, esisteva soltanto nelle loro idee.
Le domande rimangono.
Dopo molti progetti non penso quindi che il nostro lavoro consista nell'avere già una risposta per ogni domanda che ci viene fatta, perché alcune risposte appartengono inevitabilmente alle persone per le quali stiamo progettando e altre possono emergere soltanto mentre il progetto prende forma. L'esperienza serve però a riconoscere quali domande sia importante fare, quando sia il momento di farle e quali conseguenze possa avere una risposta rispetto a un'altra.
Qualche volta una domanda ci porta a confermare quello che avevamo già deciso, altre volte ci costringe a tornare indietro e a guardare una scelta in modo diverso e credo che entrambe le cose facciano parte del progetto, perché cambiare idea quando siamo ancora in tempo per farlo è molto diverso dall'accorgerci, quando la casa è costruita, che una domanda importante non ce l'eravamo mai fatta.
Forse progettare una casa significa anche questo: non avere necessariamente tutte le risposte dall'inizio, ma riuscire a fare le domande giuste quando abbiamo ancora la possibilità di scegliere.