Una casa pensata per oggi,
senza dimenticare che la vita cambia.
Quando abbiamo iniziato a lavorare a questa casa i proprietari erano molto giovani. Non aveva senso cercare di immaginare nel dettaglio come sarebbe stata la loro vita fra vent’anni.
Aveva più senso progettare spazi capaci di accogliere cambiamenti senza costringere la casa a diventare un’altra cosa.
Il progetto nasce da qui: dare una forma precisa al presente e lasciare alcune possibilità aperte per il futuro.


Soggiorno, pranzo e cucina appartengono a uno stesso spazio, ma non sono una stanza indistinta. Ognuno mantiene un proprio carattere e continua a vedere gli altri.
Tra cucina e soggiorno il séparé in pietra dà misura alla zona giorno senza chiuderla. È stato pensato anche per poter accogliere, un domani, un camino.
Una possibilità prevista dal progetto, non qualcosa che deve per forza accadere.



Il portico ha una dimensione importante perché doveva essere realmente usato: pranzi, amici, tempo passato fuori quando la stagione lo permette.
La zona giorno si apre direttamente su questo spazio e da lì lo sguardo continua verso il paesaggio del Ceno.
Non è un’aggiunta alla facciata. È uno dei luoghi intorno ai quali è stata pensata la vita quotidiana della casa.


“Una casa può essere molto precisa senza essere definitiva.” Credo che qui il progetto stia soprattutto in questo equilibrio. Gli spazi hanno una loro identità, ma alcune scelte sono state fatte pensando che le persone cambiano, le famiglie cambiano e anche il modo di abitare può cambiare con loro.


Le case non devono soltanto funzionare oggi. Devono lasciare spazio anche a quello che ancora non sappiamo.
FISSIAMO UNA CONVERSAZIONE