Una casa che porta il paesaggio dentro,
senza rinunciare all’intimità.
Era molto scosceso e il programma della casa era articolato. Abbiamo scelto di usare quella pendenza, non di cancellarla.
La casa si distribuisce su tre livelli. In basso ci sono gli spazi legati alla piscina e alla parte tecnica; sopra si sviluppa la zona giorno; più in alto gli ambienti privati.
Le quote diventano così parte del modo in cui la casa si percorre e si guarda.


Verso la vallata la casa può permettersi di essere molto aperta. Non ci sono affacci vicini da cui proteggersi e il paesaggio entra naturalmente negli spazi di vita.
Sul lato opposto succede qualcosa di diverso: le aperture guardano un cortile-giardino interno, riservato e non visibile dalla strada.
Non è una casa trasparente ovunque. Sceglie con attenzione dove aprirsi.



Nel soggiorno a doppio volume la vetrata non è solo una grande apertura: è il punto verso cui convergono molti degli spazi della casa.
Dal piano terra, dalla scala, dalla passerella e dal piano superiore si continua a ritrovare la stessa vallata, ogni volta da una quota diversa.
Il portico prolunga questa relazione verso l’esterno e la rende abitabile anche nelle ore più calde.


“Aprire non significa esporre tutto.” Qui l’intimità non nasce dal chiudersi, ma dal capire dove lo sguardo può andare lontano e dove invece ha bisogno di uno spazio più raccolto. La vallata e il cortile interno sono due facce della stessa casa.


Se questo modo di progettare vi appartiene, parliamone.
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